Da conoscere prima del lab
Microsoft mantiene una pagina dedicata ai problemi noti. Tre meritano di essere segnalati, perché sono quelli in cui si inciampa per primi:
1. Un intent Network ATC fallito può essere riportato come successo. Il workflow di Add Resource può concludersi positivamente anche se la creazione dell’intent è fallita. Verificate sempre a mano:
# Stato di provisioning degli intent Network ATC sul nodo Get-NetIntentStatus
Gli eventi si trovano in Event Viewer sotto Applications and Services Logs → Microsoft → Windows → Networking-NetworkAtc → Admin.
2. Il riavvio richiesto dopo l’installazione delle feature non è gestito automaticamente. Se l’installazione di una funzionalità Windows Server richiede un reboot, vMode non lo esegue e il workflow riporta comunque successo, pur essendo il riavvio necessario perché le feature siano effettive.
3. L’onboarding di un cluster può fallire ripetutamente quando le funzionalità non sono allineate su tutti i nodi. Il rimedio documentato è installare le feature richieste su ogni nodo, riavviare, verificare la salute del cluster e ripetere l’onboarding.
Script di pre-check dei prerequisiti
Da eseguire su ciascun nodo prima di lanciare il wizard di onboarding. Riduce drasticamente i tre scenari di cui sopra.
<#
.SYNOPSIS
Verifica i prerequisiti host per l'onboarding in Windows Admin Center vMode.
.DESCRIPTION
Controlla edizione e versione del sistema operativo, presenza delle
funzionalita' richieste, stato di riavvio pendente e regole firewall.
Eseguire su OGNI nodo, in sessione PowerShell elevata.
.NOTES
Fonte requisiti: Microsoft Learn - Add resources in Virtualization Mode
https://learn.microsoft.com/en-us/windows-server/manage/windows-admin-center/add-virtualization-mode-resources
Prodotto in PREVIEW: verificare la documentazione per aggiornamenti.
#>
[CmdletBinding()]
param()
# --- 1. Sistema operativo: richiesto Windows Server 2025+ Datacenter ---
$OsInfo = Get-CimInstance -ClassName Win32_OperatingSystem |
Select-Object -Property Caption, Version, OperatingSystemSKU
Write-Host "`n[OS] $($OsInfo.Caption) - build $($OsInfo.Version)" -ForegroundColor Cyan
if ($OsInfo.Caption -notmatch 'Datacenter') {
Write-Warning 'Edizione non Datacenter: gli host gestiti richiedono Windows Server 2025+ Datacenter.'
}
# --- 2. Funzionalita' Windows Server richieste ---
$RequiredFeatures = @(
'Hyper-V' # Hypervisor
'Failover-Clustering' # Clustering
'Data-Center-Bridging' # Dipendenza di Network ATC
'Network-ATC' # Intent di rete gestiti da vMode
)
$FeatureState = Get-WindowsFeature -Name $RequiredFeatures |
Select-Object -Property Name, InstallState
Write-Host "`n[FEATURE]" -ForegroundColor Cyan
$FeatureState | Format-Table -AutoSize
$Missing = $FeatureState | Where-Object { $_.InstallState -ne 'Installed' }
if ($Missing) {
Write-Warning "Funzionalita' mancanti: $($Missing.Name -join ', ')"
Write-Host 'Installazione: Install-WindowsFeature -Name <Nome> -IncludeManagementTools' -ForegroundColor Yellow
}
# --- 3. Riavvio pendente (known issue: non gestito dal wizard) ---
$RebootKey = 'HKLM:\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Component Based Servicing\RebootPending'
Write-Host "`n[REBOOT]" -ForegroundColor Cyan
if (Test-Path -Path $RebootKey) {
Write-Warning 'Riavvio PENDENTE: riavviare prima di eseguire il wizard di onboarding.'
}
else {
Write-Host 'Nessun riavvio pendente.' -ForegroundColor Green
}
# --- 4. Regole firewall in ingresso richieste ---
# SMB-In: solo per l'installazione dell'agent, disattivabile dopo.
# WinRM : usata dal gateway dopo l'installazione dell'agent.
$FirewallGroups = @('File and Printer Sharing', 'Windows Remote Management')
Write-Host "`n[FIREWALL]" -ForegroundColor Cyan
foreach ($Group in $FirewallGroups) {
$Rules = Get-NetFirewallRule -DisplayGroup $Group -ErrorAction SilentlyContinue |
Where-Object { $_.Direction -eq 'Inbound' -and $_.Enabled -eq 'True' }
if ($Rules) {
Write-Host "OK - '$Group': $($Rules.Count) regole inbound attive." -ForegroundColor Green
}
else {
Write-Warning "Nessuna regola inbound attiva per il gruppo '$Group'."
}
}
# --- 5. Dominio e risoluzione FQDN ---
$Computer = Get-CimInstance -ClassName Win32_ComputerSystem
Write-Host "`n[DOMINIO]" -ForegroundColor Cyan
if ($Computer.PartOfDomain) {
Write-Host "OK - Host nel dominio: $($Computer.Domain)" -ForegroundColor Green
Write-Host "FQDN: $($Computer.DNSHostName).$($Computer.Domain)"
}
else {
Write-Warning 'Host non joinato a dominio: scenario non supportato da vMode.'
}
Cosa manca ancora davvero
Fatta la tara sulle funzionalità già presenti, restano lacune concrete. Elencarle onestamente è più utile che celebrare il prodotto:
RBAC granulare a livello di singola VM. L’overview cita role-based access control tra le capacità, ed esiste il ruolo Gateway Administrator. Ma la delega fine — dare a un team di sviluppo accesso a un sottoinsieme di VM e non all’host — non è ancora indirizzata: si delega su host o entità cluster nell’albero delle risorse, non sulle singole macchine virtuali. Per molte organizzazioni Enterprise questa è la ragione per cui si compra un tool di gestione della virtualizzazione, e resta il gap più significativo.
Profili Storage e Networking. Dichiarati, non ancora disponibili. Finché non arrivano, la promessa di gestione unificata di compute, storage e rete è parziale.
Storage e networking software-defined. Risultano non disponibili al momento.
Libreria centralizzata di ISO e template condivisi. I VM template esistono, ma sono legati alla conversione di una VM esistente. Una vera libreria di immagini condivise e distribuibili su qualunque Resource Group, in stile SCVMM, non c’è ancora.
Bilanciamento dinamico del carico. Nessun algoritmo integrato che sposti automaticamente le VM tra i nodi in base a saturazione di CPU e RAM. La live migration è manuale.
Certificati preinstallati. Non ancora supportati; per ora self-signed a 60 giorni.
Conclusioni
Windows Admin Center Virtualization Mode è la risposta più concreta che Microsoft abbia dato negli ultimi anni a chi mantiene la virtualizzazione nel proprio datacenter. Non è un restyling: è una riarchitettura da stateless a stateful, con database, agent, operazioni parallele e un tetto dichiarato di 1.000 host e 25.000 VM per istanza. Sono numeri da fabric, non da utility di troubleshooting.
Al tempo stesso è un prodotto in preview, con requisiti stringenti — Windows Server 2025 Datacenter sugli host, dominio unico, quattro funzionalità da preinstallare — e con lacune reali, prima fra tutte l’RBAC a livello di VM.
La lettura corretta, secondo me, è questa: oggi è lo strumento giusto per allestire un lab, valutare un percorso di uscita da VMware e capire dove sarà la gestione Hyper-V tra dodici mesi. Non ancora quello con cui gestire la produzione — e lo dice Microsoft stessa.
Il download della preview è disponibile su aka.ms/WACDownloadvMode, Considerato quanto rapidamente PP2 ha recepito i feedback della prima preview, è una di quelle occasioni in cui commentare serve davvero a qualcosa.
E voi avete già testato vMode? Quale funzionalità mancante è per voi bloccante — l’RBAC a livello VM, i profili storage, il bilanciamento dinamico? Scrivetelo nei commenti.