Azure Local 2607

Azure Local 2607: tutte le novità della release di luglio 2026

Microsoft ha rilasciato Azure Local 2607, versione 12.2607.1003.69, introducendo novità importanti in ambito storage, sicurezza, virtualizzazione, migrazione e gestione degli ambienti con connettività limitata.
Non si tratta soltanto di un aggiornamento correttivo: la release consolida funzionalità introdotte nei mesi precedenti e rafforza Azure Local come piattaforma per infrastrutture ibride, workload edge, ambienti sovrani e scenari enterprise.

Azure Local 2607: versione e aggiornamenti della piattaforma

Come dicevamo la release di luglio 2026 porta Azure Local alla versione 12.2607.1003.69, mentre il sistema operativo utilizzato dai nuovi deployment e dagli ambienti aggiornati passa alla build: 26100.33158

Microsoft specifica che i driver hardware devono essere compatibili con questa versione del sistema operativo oppure con Windows Server 2025.
Per gli Integrated System e le Premier Solution presenti nel catalogo Azure Local è, quindi, importante verificare con l’OEM la disponibilità delle immagini e dei driver aggiornati.

La release include inoltre:

  • .NET Runtime e ASP.NET Core 8.0.29
  • .NET Runtime e ASP.NET Core 10.0.10
  • miglioramenti di affidabilità
  • correzioni di bug
  • aggiornamenti alla baseline di sicurezza

Supporto iSCSI SAN disponibile in General Availability

Una delle novità più rilevanti riguarda il supporto allo storage esterno con protocollo iSCSI, che passa in General Availability.

Azure Local supportava già l’integrazione con SAN Fibre Channel. Con la release 2607 è ora possibile collegare array esterni supportati anche tramite iSCSI, sia nelle architetture iperconvergenti sia nei deployment disaggregati.

Deployment iperconvergenti

Negli ambienti tradizionali Azure Local, lo storage SAN può essere utilizzato insieme a Storage Spaces Direct.

Questo permette, per esempio, di mantenere lo storage locale per determinati workload e utilizzare una SAN esterna per:

  • workload che richiedono capacità elevate
  • database
  • sistemi che devono riutilizzare investimenti storage esistenti
  • ambienti nei quali compute e capacità devono crescere con modalità differenti

Il supporto iSCSI amplia quindi le possibilità rispetto al solo Fibre Channel, soprattutto nelle aziende che dispongono già di array Ethernet-based.

Deployment disaggregati

Nelle architetture disaggregate, compute e storage possono essere scalati indipendentemente.

Il passaggio di iSCSI in GA rende queste configurazioni più accessibili, perché non richiede necessariamente un’infrastruttura Fibre Channel dedicata. Azure Local può quindi utilizzare array SAN supportati attraverso la rete Ethernet, mantenendo separati i layer compute e storage.

Microsoft ha anche rafforzato i controlli durante il deployment:

  • la validazione fallisce se viene utilizzato un array di un produttore non supportato
  • il wizard impedisce di selezionare LUN appartenenti a vendor non supportati

Questo comportamento riduce il rischio di realizzare configurazioni tecnicamente funzionanti, ma non supportate.

Confidential VM in anteprima pubblica

Azure Local 2607 introduce in Public Preview il supporto alle Confidential VM, basate sulla tecnologia AMD SEV-SNP.

Le Confidential VM proteggono i dati anche durante l’elaborazione, attraverso:

  • cifratura della memoria della macchina virtuale
  • isolamento del workload
  • protezione rispetto al sistema operativo host
  • meccanismi di attestazione dell’ambiente di esecuzione

Questa funzionalità è particolarmente interessante per organizzazioni che gestiscono dati sensibili o sottoposti a requisiti normativi stringenti, come:

  • settore pubblico
  • sanità
  • servizi finanziari
  • difesa
  • infrastrutture critiche
  • ambienti multi-tenant
  • cloud sovrani

Fino a oggi il confidential computing era associato principalmente ai servizi Azure pubblici. L’arrivo delle Confidential VM su Azure Local permette di estendere lo stesso modello di protezione anche ai workload eseguiti nel datacenter del cliente o in siti edge.

Essendo una funzionalità in anteprima, prima di utilizzarla in produzione sarà comunque necessario verificare attentamente requisiti hardware, limitazioni e scenari supportati.

DNS, Active Directory e appliance gateway direttamente sulle VM Azure Local

Diventa ora disponibile in General Availability la possibilità di assegnare a una VM l’indirizzo DNS o gateway di una logical network destinata ai workload.

Questo consente di eseguire direttamente su Azure Local servizi infrastrutturali quali:

  • DNS Server
  • Active Directory Domain Services
  • Network Virtual Appliance
  • firewall virtuali
  • router e gateway virtuali

Si tratta di una novità importante perché permette di ospitare nel cluster anche i servizi necessari al funzionamento delle reti dei workload, riducendo la dipendenza da infrastrutture esterne.

Un possibile scenario è quello di una filiale o di un sito edge nel quale Azure Local ospita:

  • Domain Controller
  • DNS
  • firewall virtuale
  • applicazioni locali
  • sistemi di gestione
  • workload che devono continuare a funzionare anche in assenza di connettività verso Azure

Una limitazione da considerare

La funzionalità non è supportata sui cluster che utilizzano Software Defined Networking abilitato tramite Azure Arc.

Questo dettaglio deve essere verificato in fase di progettazione, soprattutto negli ambienti nei quali è già presente un’architettura SDN.

Miglioramenti ad Azure Migrate per Azure Local

La release porta anche importanti novità nel processo di migrazione delle VM verso Azure Local.

Microsoft sottolinea che gli aggiornamenti di Azure Migrate vengono distribuiti con una cadenza indipendente rispetto agli aggiornamenti della piattaforma. Non è quindi sempre necessario aggiornare Azure Local alla versione 2607 per ricevere le nuove funzionalità di migrazione.

Nuovi ruoli RBAC dedicati

Azure Migrate introduce nuovi ruoli Azure RBAC progettati specificamente per:

  • configurare le migrazioni
  • eseguire la replica
  • avviare la migrazione
  • monitorare lo stato delle attività

Questo consente di applicare più facilmente il principio del least privilege, evitando di assegnare ruoli troppo estesi agli amministratori o ai team responsabili delle migrazioni.

È un miglioramento particolarmente utile nei progetti enterprise, nei quali le responsabilità sono spesso divise tra:

  • team infrastrutturale
  • cloud team
  • security team
  • fornitori esterni
  • partner incaricati della migrazione

Supporto Terraform in anteprima

Azure Migrate introduce inoltre il supporto Terraform, attualmente in Preview, per automatizzare la replica e la migrazione delle macchine virtuali verso Azure Local.

Questa novità permette di integrare le attività di migrazione in pipeline Infrastructure as Code e di gestire deployment ripetibili.

In scenari di grandi dimensioni può essere utile per:

  • creare configurazioni standard
  • automatizzare le migration wave
  • ridurre le attività manuali
  • integrare la migrazione con processi DevOps
  • replicare lo stesso modello su più cluster o sedi

Local Availability Zones per i deployment disaggregati

La nuova versione permette di configurare (tramite PowerShell) le Local Availability Zones negli ambienti disaggregati.

Una volta configurate, è possibile utilizzare il portale Azure per creare VM all’interno delle zone definite.

Le Local Availability Zones permettono di rappresentare separazioni fisiche o logiche all’interno dell’infrastruttura locale, per esempio:

  • rack differenti
  • sale dati differenti
  • domini di alimentazione separati
  • gruppi di host distinti
  • aree dello stesso datacenter con failure domain differenti

Questa funzionalità contribuisce a rendere le architetture disaggregate più adatte a deployment enterprise e service provider, dove il controllo del posizionamento dei workload e dei failure domain è essenziale.

Aggiornamenti per ambienti disconnessi o con connettività limitata

Una delle novità più interessanti per gli scenari sovereign e disconnected riguarda la possibilità di scaricare direttamente dal portale Azure i pacchetti di aggiornamento di Azure Local.

I pacchetti possono quindi essere trasferiti e importati in ambienti:

  • air-gapped
  • con accesso a Internet limitato
  • con connettività intermittente
  • edge
  • soggetti a requisiti di sovranità
  • nei quali gli aggiornamenti devono essere approvati e distribuiti manualmente

Questo modello semplifica la gestione degli aggiornamenti in organizzazioni che non possono consentire a tutti i sistemi di collegarsi direttamente ai servizi Microsoft.

È particolarmente rilevante nei contesti:

  • pubblica amministrazione
  • difesa
  • industria
  • infrastrutture critiche
  • ambienti OT
  • reti segregate

Azure Local si avvicina così sempre di più a un modello operativo coerente con i requisiti dei Sovereign Cloud, mantenendo comunque il controllo e la governance attraverso Azure.

Nuova baseline di sicurezza: password di almeno 14 caratteri

A partire dalla release 2607, la security baseline di Azure Local impone una lunghezza minima di 14 caratteri per le password degli account locali.

La modifica allinea la piattaforma alle raccomandazioni di sicurezza moderne e alla Azure Security Baseline applicabile alla soluzione.

Prima di aggiornare è quindi opportuno verificare:

  • script di automazione
  • account locali utilizzati dai processi
  • credenziali conservate nei vault
  • procedure di deployment
  • password utilizzate nei laboratori
  • strumenti di gestione che potrebbero contenere credenziali non conformi

In particolare, gli script creati per release precedenti potrebbero non funzionare qualora utilizzino password inferiori ai 14 caratteri.

Visibilità completa dei percorsi di storage

Arriva anche una modifica per la visualizzazione degli storage path delle VM.

Il portale mostra ora il percorso completo del file system, includendo la cartella identificata dal relativo GUID, sia per i percorsi nuovi sia per quelli già esistenti.

Può sembrare una modifica secondaria, ma è utile per:

  • identificare con precisione la posizione dei workload
  • semplificare il troubleshooting
  • correlare le risorse Azure con i percorsi locali
  • comprendere dove sono archiviati dischi e configurazioni delle VM
  • evitare ambiguità tra storage path con nomi simili

La maturazione delle architetture disaggregate

Le novità della versione 2607 devono essere lette anche nel contesto delle release precedenti.

Con Azure Local 2604, Microsoft aveva introdotto la disponibilità generale dei deployment disaggregati basati esclusivamente su SAN, consentendo di separare compute e storage e superare i limiti tipici delle architetture iperconvergenti. Nella stessa release era diventato disponibile il supporto SAN Fibre Channel.

Con la versione 2605 era poi arrivato in anteprima il supporto iSCSI, insieme alla possibilità di utilizzare Azure Migrate verso cluster dotati di storage SAN.

Azure Local 2607 completa quindi un percorso ben definito:

  • introduzione dello storage SAN
  • disponibilità dei deployment disaggregati
  • supporto iSCSI in anteprima
  • supporto iSCSI in General Availability
  • controlli più rigorosi sui vendor supportati
  • supporto alle Local Availability Zones

Microsoft sta chiaramente cercando di portare Azure Local oltre il solo modello HCI basato su Storage Spaces Direct, rendendolo adatto anche a infrastrutture enterprise con storage condiviso esterno.

Cosa cambia concretamente per aziende e system integrator

Dal punto di vista progettuale, Azure Local 2607 amplia notevolmente gli scenari indirizzabili.

Riutilizzo dello storage esistente

Il supporto iSCSI permette di valorizzare gli investimenti effettuati su SAN compatibili, evitando di dover sostituire immediatamente lo storage durante una modernizzazione dell’infrastruttura.

Maggiore protezione dei workload sensibili

Le Confidential VM portano cifratura della memoria e attestazione anche negli ambienti on-premises ed edge, aprendo nuove opportunità nei settori regolamentati.

Maggiore autonomia dei siti locali

La possibilità di eseguire DNS, Active Directory e NVA direttamente su Azure Local rende i siti periferici più indipendenti e resilienti rispetto alla connettività verso il cloud.

Migrazioni più automatizzabili

I nuovi ruoli RBAC e il supporto Terraform semplificano la gestione di progetti di migrazione strutturati e ripetibili.

Migliore supporto agli ambienti sovrani

Il download dei pacchetti di aggiornamento dal portale facilita la gestione di infrastrutture isolate o soggette a rigide politiche di sicurezza.

Aspetti da verificare prima dell’aggiornamento

Compatibilità hardware e driver

I driver devono essere compatibili con OS build 26100.33158 oppure con Windows Server 2025. Negli ambienti OEM è opportuno attendere la conferma del produttore.

Compatibilità delle SAN

Per i deployment disaggregati vengono accettati esclusivamente vendor e LUN supportati. È quindi necessario verificare l’array nel catalogo e nella documentazione Microsoft.

Nuovi requisiti per le password

Gli account locali devono rispettare la nuova lunghezza minima di 14 caratteri.

SDN e appliance di rete

La possibilità di utilizzare VM Azure Local come DNS server o gateway non è disponibile sui cluster che utilizzano SDN abilitato tramite Azure Arc.

Funzionalità in Preview

Confidential VM e integrazione Terraform con Azure Migrate non dovrebbero essere considerate automaticamente pronte per tutti i workload di produzione. È necessario valutarne supporto, limitazioni e requisiti.

Conclusioni

Azure Local 2607 è una release particolarmente significativa.

Il passaggio di iSCSI SAN alla disponibilità generale amplia le possibilità di integrazione con le infrastrutture storage esistenti. Le Confidential VM portano nuove capacità di protezione dei workload sensibili. I miglioramenti per le operazioni disconnesse rafforzano il posizionamento della piattaforma negli scenari sovereign ed edge.

Allo stesso tempo, la possibilità di ospitare DNS, Active Directory e appliance gateway direttamente sulle VM Azure Local rende l’ambiente più autonomo e adatto a supportare infrastrutture complete anche nelle sedi periferiche.

Azure Local continua quindi a evolvere da soluzione iperconvergente collegata ad Azure a vera piattaforma infrastrutturale ibrida, capace di supportare:

  • virtualizzazione enterprise
  • container
  • AI
  • storage SAN
  • ambienti edge
  • infrastrutture disconnesse
  • scenari regolamentati
  • cloud sovrani

Con la release 2607, Microsoft compie un altro passo importante verso una piattaforma coerente tra cloud pubblico, datacenter e siti edge, mantenendo Azure come piano centralizzato di gestione e governance.

Fonti